Dettaglio news

29 giugno 2018

COMUNICATO:Congresso - Fratture da fragilità prevenzione e trattamento

Convegno fratture

L’osteoporosi e le fratture da fragilità ad esse correlate sono tra i maggiori problemi socio sanitari nel mondo occidentale. Secondo l’OMS, infatti, ogni tre secondi nel mondo si verifica una frattura correlata all’osteoporosi ed il problema delle fratture da fragilità viene considerato secondo solo alle problematiche cardio vascolari.

Secondo i dati del Ministero della Salute in Italia ogni anno si verificano circa 100.00 fratture di femore e sono più di 200.000 le fratture vertebrali correlate all’osteoporosi. Una donna di 50 anni di razza caucasica ha più del 20% di rischio di incorrere in una frattura di femore e una donna su tre sopra i sessant’anni ha avuto una frattura vertebrale.

Tale incidenza, già molto elevata, per effetto dell’invecchiamento della popolazione, è destinata ad aumentare ulteriormente nei prossimi anni.

“Il Friuli Venezia Giulia – ha detto Massimiliano Fedriga, Presidente della regione Friuli Venezia Giulia -  è lieto di ospitare il congresso annuale della GISOOS, che per tre intere giornate pone a confronto i massimi esperti nazionali ed internazionali dell’osteoporosi: una tematica sempre più attuale nella nostra società e - ancor di più - nella nostra regione, seconda in Italia per percentuale di popolazione over sessantacinquenne.

Voglio a tal proposito sottolineare che il Friuli Venezia Giulia nutre l'ambizione di imporsi quale modello virtuoso sia per quanto concerne la prevenzione che per il trattamento ospedaliero delle patologie associate ad osteoporosi: un risultato che può essere conseguito anche lavorando a una maggior collaborazione tra territorio e struttura ospedaliera, garantendo così al paziente il miglior trattamento possibile e investendo al meglio le risorse a disposizione.

Incidere sulla qualità dei servizi e ridurre i tempi di attesa sono due sfide fondamentali, con le quali l'amministrazione regionale intende pertanto interfacciarsi con la massima determinazione, nell'esclusivo interesse di quel cittadino-paziente che è elemento centrale dell'azione tanto di un politico quanto di un medico.

Da voi, dalla vostra professionalità e dal vostro quotidiano sacrificio passa il benessere di una larga fetta di popolazione regionale, ed è per questo che vi ringrazio davvero di cuore.
Buon lavoro a tutti.”

“E’ importante organizzare congressi come questi, per sottolineare l’importanza della prevenzione primaria, ma anche secondaria – ha sottolineato Adriano Marcolongo, Direttore Generale di ASUITs -. Questi pazienti devono uscire dai nostri reparti con un programma di correzione dei fattori di rischio e di trattamento della fragilità ossea, così come i pazienti infartuati escono dalla cardiologia con una adeguata terapia. L’obiettivo della tempestività dell’intervento diventa un obiettivo non della sola Ortopedia, ma dell’intera ASUITs.”

Alcuni dati
L’Italia, come il resto dell’Europa e le altre regioni del mondo, sta attraversando un periodo di significativo cambiamento della struttura demografica. Grazie al miglioramento delle condizioni sanitarie e alimentari, in Italia si è assistito a un progressivo aumento dell’aspettativa di vita (dal 1950 al 2010 circa 4 mesi l’anno) arrivando oggi ad essere di 85 anni per le donne e di 80 per gli uomini.

Dati ISTAT indicano che in Italia la popolazione anziana sopra i 65 anni risulta essere di circa 12,3 milioni, ossia il 20% della popolazione totale, mentre quelli di età superiore agli 85 anni sono 1,7 milioni e costituiscono circa il 2,8%. Sulla base degli stessi dati, si stima che nell’anno 2050 gli individui di età superiore ai 65 anni saranno il 31% della popolazione italiana, mentre i soggetti over-85 arriveranno a rappresentare il 6,8%.

In questa prospettiva l’osteoporosi e le fratture da fragilità che già rappresentano una grande sfida per gli operatori sanitari e per chi si occupa di politica economica, diventeranno un problema sempre più rilevante.

Le fratture di femore
Tra le fratture da fragilità quella che riveste maggiore impatto socio economico è la frattura del femore. In primo luogo perché nella quasi totalità dei casi il paziente che ha una frattura di femore necessita di ricovero e di un intervento chirurgico. Inoltre, questi pazienti sono spesso anziani fragili, affetti da numerose patologie e danni d’organo e spesso in trattamento con numerosi farmaci. Tale condizione di fragilità generale rende spesso costosi e complessi i trattamenti ospedalieri e, in alcuni casi, inclini all’evoluzione complicata i decorsi post-operatori, con conseguente aumento della necessità di cure e del consumo delle risorse.

Inoltre è noto che una frattura di femore dopo i 65 anni ha una mortalità superiore al 20% a un anno e nel 50% dei casi il paziente che ha una frattura di femore non torna ad avere un livello di autosufficienza pari ai livelli pre-fratturativi. Il 30% dei pazienti fratturati va incontro ad una disabilità permanente grave e nell’80% dei casi ha bisogno dell’aiuto di qualcuno per svolgere le attività quotidiane. Inoltre nel 20% dei casi il paziente fratturato va incontro ad una frattura di femore controlaterale in un anno.

Studi recenti indicano che i costi complessivi delle fratture di femore nei pazienti di età superiore ai 65 anni ammontino ad 1 miliardo e 200 milioni di euro l’anno.

L’intervento chirurgico precoce entro le 48 ore è volto a ridurre la mortalità e a permettere una più veloce riabilitazione riducendo l’immobilità prolungata e le sue complicanze. Conseguentemente a questo dovrebbe corrispondere una riduzione delle giornate di degenza e dei costi, con un vantaggio in termini dell’impiego di risorse. Il Piano Nazionale Esiti (PNE) del 2017 evidenzia come la tempestività dell’intervento chirurgico entro le 48 ore sia progressivamente migliorata negli anni, passando da circa il 30% nel 2010 al 58% nel 2016 su scala Nazionale.

A Trieste, secondo gli ultimi dati del PNE 2016, il numero di interventi per frattura di femore è di circa 600 l’anno, collocando ASUITS fra i primi 8 ospedali in Italia per volume, con una percentuale di interventi eseguiti nelle 48 ore che è passata dal 20% a oltre il 70% negli ultimi 5 anni.

Il Gruppo Italiano di Studio in Ortopedia dell’Osteoporosi Severa
Il GISOOS è stato fondato dieci anni fa e da allora in stretta collaborazione con la Società Italiana di Ortopedia s’impegna nello studio dell’osso inteso come tessuto metabolicamente attivo e che subisce variazioni ed evoluzioni nel corso della vita. Questa funzione è quanto mai importante in ambito ortopedico, in quanto spesso gli ortopedici in qualità di chirurghi che devono affrontare un problema tecnico locale si appassionano molto all’aspetto tecnico meccanico, ma posso essere meno attenti ad aspetti metabolici evolutivi dello scheletro in generale.

Le fratture da fragilità correlate all’osteoporosi ed in particolare le fratture del femore sono da alcuni anni oggetto di attenzione da parte non solo di medici e pazienti ma in generale da parte di tutti, popolazione, amministrazioni ospedaliere, da parte di chi deve indirizzare le politiche sanitarie, ecc. e sono una patologia che consuma moltissime risorse.

La sola frattura di femore costituisce un problema sociale e economico. Sociale perché una frattura di femore dopo i 65 anni ha una mortalità superiore al 20% a un anno e nel 50% dei casi il paziente che ha una frattura di femore il paziente non torna ad avere un livello di autosufficienza pari ai livelli pre fratturativi. Il 30% dei pazienti fratturati va incontro ad una disabilità permanente grave e nell’80% dei casi ha bisogno dell’aiuto di qualcuno per svolgere le attività quotidiane. Economica perché oltre al problema del ricovero ed intervento ci sono una serie di costi relativi alla riabilitazione e alla gestione del paziente che spesso non è più autosufficiente e inoltre al problema delle rifratture, che solo per il femore controlaterale raggiungono il 20% ad un anno, da qui il problema della prevenzione.

A Trieste si è lavorato alla costruzione di una rete multidisciplinare per ottimizzare la gestione di questi pazienti, grazie anche alla stesura di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA).

I pazienti sono quasi sempre anziani o grandi anziani, caratterizzati da una complessità clinica altissima, con plurime comorbidità, multi trattati. Per la gestione dell’evento fratturativo quindi non c’è solo l’aspetto chirurgico, che comunque rappresenta l’unico trattamento possibile nella grandissima maggioranza dei casi, a volte anche con delle difficoltà tecniche legate alla scarsa qualità del tessuto osseo, che spesso per la sua fragilità pone difficoltà nella tenuta dei mezzi di sintesi, ma anche la tempestività dell’intervento, per ottenere la quale si rende necessario l’impegno di colleghi cardiologi, anestesisti, del pronto-soccorso, colleghi geriatri e il personale di assistenza infermieristico attento non solo all’assistenza per evitare complicanze (come ad esempio i decubiti), ma anche a tutti gli aspetti gestionali relativi alla necessaria flessibilità che deve esserci quotidianamente nell’organizzazione e nel dare corso ad un programma operatorio che può subire variazioni improvvise relative all’improvviso cambiamento delle condizioni cliniche. E poi tutto l’aspetto riabilitativo post-operatorio, gestito da fisiatri e fisioterapisti e dai colleghi internisti che ci aiutano quando le condizioni generali, a causa della fragilità di questi pazienti, si complicano. E quindi le reti della continuità assistenziale e riabilitativa per la gestione del post-ricovero.

La Clinica Ortopedica e Traumatologica, diretta del prof. Luigi Murena, rappresenta l'unica unità operativa di ortopedia e traumatologia ospedaliera dell'adulto della città e deriva da un processo di progressiva riorganizzazione dei servizi di ortopedia ospedaliera e universitaria iniziato nel 2015 e conclusosi a marzo del 2016. Si occupa del trattamento di patologie degenerative ed infiammatorie dell'apparato muscolo-scheletrico nell'età adulta e della traumatologia sia di primo che di secondo livello, compresa la traumatologia della strada e il trattamento del paziente politraumatizzato.

L'assistenza traumatologica è garantita tutti i giorni con la presenza attiva in ospedale di uno Specialista Ortopedico durante le 24 ore e di una equipe medica reperibile per la chirurgia d'urgenza.

In apertura sono intervenuti Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Adriano Marcolongo, Direttore Generale di ASUITs, Roberto Di Lenarda, Direttore del Dipartimento Universitario Clinico di Scienze mediche Chirurgiche e della Salute, il Presidente GISOOS Umberto Tarantino, il Presidente Onorario Paolo Cherubino, il Presidente SIOT Giuseppe Sessa, i Presidenti del Congresso Luigi Murena, Direttore della Struttura Complessa Clinica Ortopedica e Traumatologica e Chiara Ratti, Referente dell’Ambulatorio Osteoporosi Severa di ASUITs.

 CREAUS/PC/ss

torna su
ultima modifica: 29 giugno 2018 Commenti / Suggerimenti